Ferragosto e il criceto corre ancora

Tutorial: come fare impresa NON inseguendo emergenze

Luglio e agosto.

In teoria: estate, relax, ferie, spritz al tramonto.

In pratica: piena crisi. Tutti presi a “chiudere le ultime cose” prima di partire, a rinviare qualsiasi decisione strategica a settembre.

Non lo dico per “sentito dire”, lo riscontro personalmente in campo personale e professionale. E se mi segui da un po’, sai che ogni anno più o meno di questo periodo mi sento in dovere di fare una tirata d’orecchie, ma non perché mi piace essere ripetitivo o non so di cosa parlare, si vede che è oggettivo che ogni anno io e il mio team lo riscontriamo e reputiamo UTILE sottolinearlo nuovamente. Fatta la doverosa premessa…

E così i progetti restano a metà, le idee in sospeso, e il calendario con scritto “lo faccio dopo le ferie” diventa un buco nero.

Oppure, c’è una schiera di imprenditori — soprattutto nel nostro settore — che ad agosto non va in ferie, ma anzi raddoppia il lavoro.

È il momento in cui, approfittando della chiusura dei Clienti, si concentrano su interventi pesanti e invasivi che durante l’anno sarebbero impossibili:

    • spostamento e riorganizzazione di CED e server room,
    • rifacimento delle reti e implementazione di nuovi switch,
    • aggiornamenti infrastrutturali che richiedono stop completi dei sistemi,
    • installazioni e collaudi complessi senza la pressione degli utenti collegati.

Sono settimane in cui tecnici e imprenditori lavorano a ritmi serrati, spesso più alti che nei mesi “normali”, per consegnare tutto prima che il Cliente riapra.

È un’attività necessaria e, se pianificata bene, anche strategica. Ma resta il fatto che questo assorbe ogni energia operativa e mentale, lasciando poco o nessuno spazio per la riflessione strategica.

E così, quando il calendario segna settembre, ci si arriva già stanchi.

Il fiato è corto, la testa è ancora nei lavori di agosto e, senza accorgersene, si riparte subito in modalità “rincorsa”, con le urgenze che hanno aspettato in ferie pronte a esplodere.

Poi arriva settembre.


Seconda crisi.
Quello che non hai fatto prima delle vacanze si accumula a quello che è arrivato mentre eri via.

Nel frattempo, il calendario segna che mancano appena tre mesi alla fine dell’anno.
E allora via, corsa disperata per salvare il salvabile e “fare il trimestre”.

Insomma: si lavora solo sulle urgenze.
Sulle emergenze.
Come se in azienda bastasse spegnere incendi per crescere.

E allora mi chiedo:

    • Gennaio e febbraio li passi a impostare l’anno e chiudere i conti.
    • Marzo, aprile e maggio: fiere, eventi, corsi.
    • Giugno e luglio: “sistemiamo due cose prima delle ferie”.
    • Agosto: mistero, più silenzio radio che in un blackout.
    • Settembre: recupero di ferie e cose lasciate in sospeso.
    • Ottobre e novembre: sprint finale, anzi rush finale.
    • Dicembre: tiri un sospiro di sollievo… e via con il nuovo giro di ruota.

E nel frattempo, quando ti fermi davvero a guardare dove stai andando?
Quando trovi il tempo per pensare a come crescere e non solo a come sopravvivere?

Non dirmi che il tempo non lo hai, non mentire di nuovo a te stesso. Presa di coscienza e dì che non ti interessa e prenditi le conseguenze… che sì, prima o poi arriveranno!

Quando non ci sei… cosa succede?

Facciamo finta che tu sia riuscito a prenderti due settimane di ferie ad agosto.
Rientri e trovi:

    • 384 email (quelle importanti sepolte sotto un mare di notifiche inutili)
    • una catasta di scartoffie in bilico sulla scrivania
    • pratiche e richieste “urgenti” che si sono trasformate in mine antiuomo

E allora, la domanda è:

Perché ogni anno giriamo sulla stessa ruota da criceto?

Negli ultimi cinque o dieci anni, questo modo di lavorare ti ha portato cambiamenti veri?
In meglio? In peggio? Per caso?
Guidati da te?
O sono state solo botte di… fortuna?

Il conto in tasca al titolare

Proviamo a fare un esperimento crudele ma rivelatore:
prendi il tuo utile netto dell’ultimo anno e dividilo per le ore effettivamente lavorate.

Poi rapporta questa cifra al livello di responsabilità, stress e rischio che ti prendi ogni giorno.
Fallo con onestà.
Il risultato potrebbe dirti più di qualsiasi consulente.

Se scopri che guadagni meno, all’ora, di un tuo tecnico… o che per mantenere quel guadagno devi sacrificare ogni spazio mentale e fisico… forse è il momento di chiederti se questa corsa ha senso.

Ferragosto: momento perfetto per fermarsi

Oggi è il 15 agosto.
Non ti sto dicendo di rimetterti a lavorare (ci mancherebbe).

Ti sto dicendo di approfittare di questo momento in cui “quasi tutto si ferma” per fare una cosa che non fai mai:
fermarti anche tu e guardare la tua azienda dall’alto.

Non da pompiere. Non da criceto. Da imprenditore.

Perché, se non lo fai adesso, sai già come andrà:
settembre, emergenze, rincorse, ottobre, novembre, dicembre… e di nuovo a gennaio con il classico proposito (non obiettivo) “quest’anno dobbiamo cambiare marcia”.

Spoiler: non succede.

Da dove partire? Con obiettivi veri, non desideri

Se non definisci i tuoi obiettivi, finirai per lavorare per realizzare quelli di qualcun altro. 

È inevitabile!

La verità è che la maggior parte delle persone non ha veri obiettivi: ha desideri o buoni propositi. E desideri e propositi, se non diventano obiettivi strutturati, restano fermi in un cassetto.

Frasi come:

    • “Quest’anno guadagnerò di più”

       

    • “Da settembre mi metto in forma”

       

    • “Voglio crescere come azienda”
      non sono obiettivi. Sono speranze. E le speranze non hanno mai portato da sole risultati solidi.

Come scrivere un obiettivo che funziona

Un obiettivo è tale solo se:

    1. È scritto – nero su bianco, sotto i tuoi occhi ogni giorno (requisito fondamentale).

       

    2. È semplice – niente frasi lunghe o premesse infinite.

       

    3. È misurabile – devi poter dire se l’hai raggiunto o no (numeri, scadenze, risultati concreti).

       

    4. Richiede sforzo – se è troppo facile, non è un obiettivo.

       

    5. È importante e stimolante – deve motivarti ad agire subito.

       

    6. È realistico per te oggi – sogna in grande, ma con tappe intermedie.

       

    7. È espresso in positivo – scrivi cosa vuoi, non cosa vuoi evitare.

       

    8. Dipende solo da te – niente alibi o fattori esterni.

       

    9. Ha una scadenza – breve (30 giorni), media (3-6 mesi) o lunga (1 anno), ma precisa.

       

Due esempi concreti

    • Debole: “Devo perdere 8 kg” → Negativo, esterno alla tua volontà.

       

    • Forte: “Tra 4 mesi voglio pesare 80 kg” → Positivo, misurabile, scritto, con scadenza.

       

La sfida di Ferragosto

Oggi, prima di rientrare nel vortice, fai questo esercizio:

    1. Scrivi 1 o 2 obiettivi che davvero vuoi raggiungere entro l’anno.

       

    2. Assicurati che rispettino le 9 regole.

       

    3. Tienili davanti agli occhi ogni giorno.

Niente scuse, niente “lo farò a settembre”.
Se vuoi davvero uscire dalla ruota da criceto, questo è il primo passo.

Il secondo passo è più un suggerimento: clicca qui e prenota una consulenza gratuita con il mio team.

Potrai condividere con noi i tuoi obiettivi, eventuali sfide e criticità e saremo felici di valutare insieme come poterti essere di supporto nel raggiungerli.

Ad Majora,

Piero

 

1 commento su “Ferragosto e il criceto corre ancora”

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