"Troppo caro": Cosa c’è dietro a questa obiezione e come prevenirla.
Quante volte ti sei sentito dire “è troppo caro” o “costa troppo”?
Dopo aver speso ore ed ore a parlare con un potenziale Cliente per capire quale fosse la soluzione più adatta?
Passaggi di telefonate, email, “devo sentire prima il socio”, “devo verificare con mia moglie”, “ancora non abbiamo deciso”… Probabilmente più spesso di quanto vorresti ammettere.
Ma la verità è che, nella maggior parte dei casi, questa obiezione non ha nulla a che fare con il prezzo in sé, quanto piuttosto con la percezione del valore che è mancata.
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Perché accade?
Piccola premessa: per praticità, in questo articolo do per scontato che la causa di questa obiezione non sia riconducibile alla scelta di un target sbagliato, perché allora il contenuto successivo sarebbe stato diverso.
Quindi, supposto che tu ti stia rivolgendo ai Clienti che vuoi, la risposta del perché accade è semplice:
Cloud, backup, firewall, connettività, ecc. non sono prodotti tangibili.
Alcuni, essendo servizi di prevenzione, il Cliente neanche se ne rende conto (in realtà sarebbe già di per sé un valore che gli stai portando e per cui dovrebbe soltanto inginocchiarsi a te).
Inoltre, in Italia la cultura della digitalizzazione non è molto diffusa.
Ad esempio, un articolo pubblicato su Agenda Digitale evidenzia che nel 2023 solo il 46% degli adulti italiani possiede competenze digitali di base (e dico di base!), collocando l’Italia in questo ambito al 24° posto (su 27) nell’Unione Europea.
Un divario che limita la competitività del Paese e la partecipazione economica e sociale dei cittadini.
Questo rende la vendita di servizi e soluzioni ICT più complessa, soprattutto perché il Cliente non ha le adeguate informazioni e non riesce nemmeno a immaginare cosa potrebbe accadere senza quella protezione, backup, ecc. Figuriamoci se riesce a cogliere l’opportunità di sviluppo.
Caro o costoso? Facciamo chiarezza
C’è una grande differenza tra caro e costoso, anche se nel gergo comune i due termini vengono spesso usati attribuendogli lo stesso significato.
Facciamo un po’ di chiarezza.
Caro è un servizio che ha un prezzo esagerato rispetto alla qualità PERCEPITA, a prescindere dal fatto che questo prezzo sia alto o basso.
Costoso è un servizio con un prezzo alto e dalla qualità PERCEPITA alta anch’essa.
Il problema, dunque, non è il prezzo in sé ma quanto il Cliente lo consideri congruo alla sua realtà e rispetto ai benefici ottenuti.
Facciamo un esempio banale e pratico:
- Un pacchetto di backup in Cloud potrebbe sembrare caro se il Cliente non percepisce importante per lui il rischio di perdita dei dati. Diventa un servizio costoso (e giustificato) quando il Cliente comprende che un fermo aziendale potrebbe costare decine di migliaia di euro in termini di mancata operatività e ripristino.
- Una connessione Internet con supporto proattivo e monitoraggio h24 può sembrare cara rispetto a una linea a basso costo. Tuttavia, se si fa capire al Cliente che l’assistenza tempestiva e la continuità operativa garantiscono zero interruzioni, il prezzo più elevato diventa pienamente giustificato.
Come prevenire l’obiezione del prezzo
La chiave è fare un lavoro a monte per dimostrare, prima ancora di parlare di prezzo, cosa puoi offrire in più rispetto alla concorrenza.
Se il Cliente sa già cosa rischia con un servizio economico – ad esempio la mancanza di assistenza, l’assenza di proattività, la scarsa reattività in caso di problemi – sarà molto più propenso ad apprezzare la tua proposta.
Per raggiungere questo risultato, è fondamentale strutturare il processo di vendita in modo da guidare il Cliente lungo un percorso di consapevolezza.
1. Anticipa il percorso
Per prevenire l’obiezione del prezzo, imposta fin da subito una comunicazione chiara sugli step da percorrere insieme.
Spiega quali saranno le fasi del progetto, i benefici attesi e i momenti di verifica.
Chiedi di parlare con il decisore finale e inizia fin da subito a guidare il gioco.
Questa modalità ti renderà differente dagli altri venditori e ti posizionerà come un consulente autorevole e sicuro del proprio valore.
Dare una direzione chiara e mantenere il controllo del dialogo ti permetterà di consolidare la fiducia del potenziale Cliente.
2. Fai domande strategiche
La fase di indagine è fondamentale per comprendere realmente le esigenze del Cliente, renderlo consapevole, e distinguere tra buone opportunità e perdite di tempo.
Non avere paura di fare domande “scomode”, come il budget disponibile o le priorità aziendali.
Le giuste domande non solo dimostrano competenza, ma aiutano anche a capire se il potenziale Cliente è davvero interessato o è solo un raccoglitore di preventivi perditempo.
Intercettare i perditempo per evitare l’obiezione “troppo caro”
Un buon venditore sa che una delle capacità imprescindibili è intercettare i perditempo.
Spesso sono proprio questi i Clienti che alla fine tirano fuori la fatidica frase “è troppo caro”, oppure, “ci devo pensare”.
Se riesci a individuarli già in fase di indagine, ridurrai al minimo non solo questa obiezione, ma anche tante altre che emergono tipicamente quando il Cliente non percepisce il reale valore della tua offerta.
Spesso le trattative fallite non sono dovute alla qualità del servizio o al suo prezzo. Ci sono altre componenti come la tua preparazione di venditore/consulente, un interlocutore sbagliato, ecc.
La verità è che ci sono molti fattori che influiscono sulla vendita tra cui, come dato per assodato all’inizio, il più importante è il target.
Il dialogo come strumento per identificare il buon Cliente
Purtroppo non esiste una sorta di “registro” da consultare dove trovare i “buoni Clienti”i, anche perché non sempre si ha la certezza di cosa il Cliente possa realmente avere bisogno prima di iniziare una trattativa.
Durante il dialogo, può emergere un’esigenza chiara e concreta – ed è questo il profilo del buon Cliente – ma a volte emergono necessità nuove o impreviste, su cui il Cliente stesso non aveva mai riflettuto. In questi casi, il tuo compito è fare chiarezza e orientare il Cliente verso la soluzione più adatta.
Quando dire NO: preservare il valore aziendale
D’altro canto, esistono anche quei Clienti che, dopo un lungo confronto, si rivelano semplicemente raccoglitori di preventivi o persone senza budget reale.
Questi sono i “cattivi Clienti” per chi vuole sviluppare la propria azienda: comportano un enorme dispendio di tempo e risorse senza alcuna possibilità di up-selling o cross-selling, né prospettive di segnalazione.
E sono proprio questi che, dopo aver ricevuto tutte le informazioni e il tuo miglior preventivo, alla fine ti dicono che è “troppo caro”.
A questo punto, è importante sapere quando dire NO, prima che ti venga detto.
Dichiarare apertamente che la tua azienda non è adatta a una determinata realtà non significa perdere un’opportunità, ma proteggere il tuo valore e la tua reputazione.
Non devi piegarti a realtà che non rispettano il tuo approccio o che rischiano di abbandonarti al primo ribasso di prezzo da parte della concorrenza.
Questo ti permette di posizionarti come consulente autorevole, capace di guidare il Cliente verso scelte consapevoli e durature.
Ovviamente, quello che ho appena detto non può diventare un alibi per giustificare ogni trattativa persa, perché la responsabilità, sia chiaro, è sempre tua!
3. Comunica il ritorno sull’investimento (ROI)
Parla con numeri concreti.
Mostra chiaramente come il tuo servizio previene problemi costosi e garantisce continuità.
Questo approccio ti permetterà di far emergere il valore concreto del tuo servizio e giustificarne il prezzo.
- Mostra chiaramente il rischio dell’alternativa low cost: spiega cosa potrebbe accadere con un fornitore che taglia i costi sull’assistenza o sulla proattività.
- Comunica il valore aggiunto: non dare per scontato che il Cliente capisca subito cosa ci sia dietro il prezzo. Spiega il supporto, la formazione e il monitoraggio continuo che rendono il servizio affidabile.
- Fai percepire il ritorno sull’investimento (ROI): parla con numeri concreti. Un fermo di un giorno può costare migliaia di euro, mentre il costo del tuo servizio può prevenirlo del tutto.
- Racconta storie vere: riporta esempi di Clienti che hanno scelto il servizio economico e si sono trovati a fronteggiare disastri IT, per poi passare a soluzioni premium come la tua.
- Mostra chiaramente il rischio dell’alternativa low cost: spiega cosa potrebbe accadere con un fornitore che taglia i costi sull’assistenza o sulla proattività.
L’obiezione del prezzo nasce da una mancata comprensione del valore.
Se prepari il terreno in anticipo, costruendo una percezione forte e concreta di ciò che offri, sentirti dire “è troppo caro” diventerà solo un lontano ricordo.
È tutta una questione di approccio e di comunicazione preventiva.
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