Anno nuovo, Scuola vecchia

AulaNonostante gli annunci di Renzi, anche se effettivamente qualche lavoro in alcune scuole si è visto, siamo ancora all’anno zero. Infatti rileggendo un post che avevo pubblicato nel settembre 2012 non posso far altro che notare la sua totale validità (lo avevo anche scritto) e che nulla di sostanziale è cambiato. Perciò mi sento di ripubblicare il post, così come lo avevo scritto due anni fa. L’unica novità è che per quanto mi riguarda non sono più presidente di Consiglio di Istituto, dopo 9 anni ho ritenuto opportuno che qualche altro genitore si prendesse questa responsabilità.

Ci siamo, dopo 3 mesi di vacanza sta per iniziare il nuovo anno scolastico 2012-2013 (adesso 2014-2015).

La domanda e’: in che cosa e’ nuovo?
Purtroppo solo nel calendario, perché tutto il resto e’ fermo a 30 anni fa.
Non voglio essere disfattista, basta osservare alcune cose per rendersene conto. Sicurezza edifici scolastici, libri, aule e ambienti scolastici e insegnanti.

Partiamo della sicurezza degli edifici.
Proprio stamani ho sentito alla radio che il ministero delle infrastrutture ha dichiarato che 48% degli edifici scolastici e’ “vulnerabile” alle scosse sismiche e che ben oltre la meta’ di tutti gli edifici non rispetta i criteri di sicurezza. Che cavolo vuol dire “vulnerabile”? E’ a norma oppure no? O meglio ancora, e’ sicuro oppure no?
Considerato che dopo i terremoti de L’Aquila e dell’Emilia, tutta l’Italia e’ stata definita a rischio sismico, in un paese sano non si dovrebbero usare termini (“vulnerabile”) che dicono e non dicono, ma parlare chiaro e dire se le scuole dove mandiamo i nostri figli sono sicure oppure no!
Non lo sono? Bene, gioiamo per averne avuto la certezza, e lavoriamo subito per metterle in sicurezza. In Italia resiste ancora l’usanza di fare 3 mesi di vacanze estive; con le attuali tecnologie costruttive, in tre mesi si sfanno e si rifanno nuovi complessi scolastici!
E invece, niente! Aspettiamo un giorno prima della riapertura delle scuole per parlare dell’argomento, così tanto per fare un po’ di clamore e, forse, per ripulirsi la coscienza e dire, in caso di disastro, “io lo avevo detto”. Meschini!
Si parla tanto di crisi e della necessità di tornare a crescere, e come può un Paese tornare a crescere, stabilmente, se non si preoccupa del proprio futuro e dei luoghi dove formare le nuove generazioni? Io faccio il manager, so cos’è (e forse anche come si fa) un business plan, un budget, un piano industriale, ma non sono un esperto in economia. Ma e’ possibile che nessuno abbia fatto negli ultimi 5/10 anni un piano di interventi, stabilendo priorità, costi e da dove reperire le risorse? Sono troppo abituato a pensare che se una cosa la vogliamo si trova sempre il modo di farla, per individuare giustificazioni plausibili a questa totale disattenzione.

Altro capitolo, i libri.
Ogni anno le solite notizie, “il caro libri”, “stangata sui libri”, “famiglie in difficoltà per i costi dei libri”, “il mercato del libro usato” (che poi non si capisce mai se c’è oppure no), ecc.
Da anni i politici si riempiono la bocca con le parole “digitalizzazione”, “informatizzazione”, vi ricordate le famose tre “i” di Berlusconi? Una di queste era “Internet”.
Cose fatte? Qualche sgangherato laboratorio di informatica, spesso con computer usati forniti da famiglie e imprese locali, e qualche LIM (Lavagna Interattiva Multimediale), se va bene una per scuola (non per classe). Ma poi con queste LIM che ci si fa? Avete idea del livello di conoscenze, anche solo di utilizzo di un singolo pc, che ha il corpo insegnante? Tranne qualche eccezione, e’ pari a quella di mio nonno, che non c’è più ed è mancato (purtroppo) nel 1980, anno in cui la maggior parte di noi nemmeno sapeva che stavano nascendo i primi computer…
Lo posso affermare per esperienza diretta, credetemi. Sono presidente di un Consiglio di Istituto.
A meno che qualcuno non pensi che nei prossimi anni si torni al pallottoliere e Internet, computer e tablet siano destinati all’estinzione, c’è da chiedersi a cosa cavolo abbiano pensato i nostri amministratori, dirigenti scolastici e insegnanti finora!
Possibile che ci sia bisogno di una ‘patente europea del computer’ (ma che roba e’) per saper usare un po’ un computer ed i principali programmi? E In Italia pare che questa ‘patente’ faccia curriculum…poveri noi!
Come e’ possibile che, ad esempio, almeno a partire dalle Scuole Medie nel programma scolastico non ci sia la materia Informatica e lezioni/corsi sui principali applicativi (word, Excel, powerpoint)?
A casa, i nostri figli adolescenti chattano, usano Skype e i Social con la facilità con cui mangiano un gelato, e poi ogni mattina andando a scuola compiono un salto indietro nel tempo.
Tutti questi ministri dell’istruzione, i provveditori a cosa pensano, dove abitano? E’ possibile che chi sta nei luoghi delle scelte siano tutti uomini e donne del passato?Perché dobbiamo mandare i nostri figli a scuola con zaini stracarichi di libri, perché dobbiamo ogni anno comprare nuovi libri e, a volte, a fine anno ci accorgiamo che alcuni di questi non sono mai stati utilizzati? Chi ci rimborsa?
Non sono un estremista, riconosco il fascino del libro, ho la libreria piena e ciò mi piace, ma perchè non mettiamo in condizione le famiglie di poter scegliere se acquistare libri cartacei o e-book? Gli e-book dovrebbero avere un prezzo più basso, non ci sarebbero i costi della carta (meno alberi tagliati) e di stampa. L’obiezione più frequente e’ legata ai diritti d’autore; anche qui l’ignoranza regna, perché esistono già modi per acquistare libri e tutelare gli editori. Ormai su un tablet o pc si fa tutto, si può sottolineare, evidenziare, scrivere note, esattamente come su un libro cartaceo. E non sono i ragazzi a non saper usare questi strumenti, ma l’ignoranza ‘dell’anziano personale scolastico’ che li trattiene nel loro mondo, vecchio, passato e trapassato.

Aule e ambienti scolastici.
Mia figlia sta per iniziare il liceo, si è iscritta allo stesso liceo scientifico che ho frequentato ormai più di 25 anni fa. Quando nei mesi scorsi mia figlia mi ha comunicato la sua decisione, sono andato a vedere se il liceo era sempre nello stesso posto oppure no. Arrivo davanti all’edificio e dico:”no, non è più qui! Devono aver fatto una nuova sede.” Poi chiedo e mi dicono che invece è sempre lì.
La fatiscenza dell’edificio era tale che avevo avuto la netta impressione che fosse stato abbandonato. Oltre ai vari murales, il colore celestino dei muri era sbiadito con tutte le righe di muffa per l’acqua uscita dalle grondaie, le finestre del piano superiore avevano le tapparelle sbilenche (rotte) e quelle del piano terra era chiuse da grate in ferro, tipo saracinesche. L’impressione è stata che il Bronx era un quartiere elegante.
Segno evidente che da quando andavo al liceo non sia stata fatta alcuna attività di manutenzione, insomma, credetemi, una vera delusione!
Potrei raccontarvi altri episodi del genere, ho visto palestre scolastiche nel più totale degrado, sporche all’interno con i vetri rotti e fuori erba alta almeno 70 cm.
E pensare che abito nella ‘civile’ Toscana…
Inoltre, vi siete mai accorti che in tantissime aule ci sono ancora i banchi e le sedie di 30-40 anni fa? Forse in alcune ci sono ancora le cicche che avete appiccicato quando eravate dei ragazzini, lo confesso, forse un paio di volte l’ho fatto anch’io.
Quelle sedie così scomode, che dopo un po’ è il sedere a comandare al cervello di scappare dalla classe.
Insomma, non credo che si debba aggiungere molto altro.
E’ vero che ogni generalizzazione è sbagliata per principio, dico che in un Paese ‘intelligente’ le scuole (tutte le scuole) dovrebbero essere il fiore all’occhiello, perché sono la culla culturale delle nuove generazioni e quindi del nostro stesso futuro.
Dovrebbero essere accoglienti, curate, attrezzate tecnologicamente e con centri sportivi adeguati. Ma a quanto pare l’Italia non e’ un Paese intelligente!
E infatti siamo in un Paese in declino, dove ognuno e’ impegnato a difendere posizioni ideologiche totalmente anacronistiche, mentre il mondo va….

Arriviamo agli insegnanti.
Ne ho conosciuti di valorosi e competenti. Persone consapevoli del loro fondamentale ruolo e per questo responsabili; insegnanti disposti a fare lezioni via mail (totalmente gratuite) ai loro vecchi alunni per prepararli un po’ al nuovo livello, quello delle superiori; insegnanti che ogni giorno percorrono cento chilometri per recarsi alla scuola, sempre con il sorriso perchè sanno che i loro problemi personali devono stare fuori dall’aula; dei veri eroi del nostro tempo, troppo spesso ignorati anche dai molti genitori, che anzichè fare un patto con gli insegnanti per l’educazione si contrappongono in difesa dei loro ‘angelici figli bulli’.
Forse la Scuola ancora non è crollata grazie a questi insegnanti che svolgono la professione con vera passione, andando spesso al dì là di quanto richiesto, cercando di sopperire a tutte le manchevolezze delle scuole.
Altri invece (la maggioranza), sono dei veri e propri parassiti della società, che impiegano il loro tempo a lamentarsi e a rivendicare diritti senza mai pensare ai doveri, spesso facendosi scudo con i sindacati, che in quanto a vetustità non temono nessuno.
Questi insegnanti dovrebbero esercitare in qualche scuola della profonda africa, ma anche lì, non appena il paese inizia a crescere dovrebbero togliersi di torno perchè poi risulterebbero di intralcio.
Il corpo docente ha bisogno di aggiornamenti, di investimenti e di essere valorizzato, ma non me la sento di scaricare su di loro tutte le responsabilità, anche perchè se è vero che ‘la coda sorregge la testa’, il ‘pesce puzza sempre dalla testa’.
Quindi si torna sempre al punto centrale, chi ci amministra, chi decide è responsabile dell’attuale criticità scolastica. E’ inutile girarci intorno!

Ci sarebbe molto altro da scrivere sulla Scuola, ma il tempo che sto trascorrendo in una sala di attesa in un ospedale toscano sta fortunatamente per terminare, per cui mi fermo qui. Chissà se riusciremo mai a vedere un piano concreto e solido di rilancio per la nostra Scuola, intesa come istituzione fondante dello sviluppo di una nazione.
Mi piacerebbe vivere in un Paese dove le scuole fossero considerate dei gioielli di famiglia, da preservare e curare, rendendole attraenti per tutti coloro che le frequentano, partendo in primis per gli studenti e poi per gli insegnanti, dirigenti, personale ATA e genitori.

Qualcuno di voi vede, anche solamente in lontananza, un cambiamento di rotta?
Speriamo, perché ne va del nostro futuro!
Ahimè, penso già che anche nei prossimi anni questo post rischia di essere sempre attuale: Anno nuovo Scuola vecchia!

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