La paura e il coraggio

Edo-MareIn questi giorni ho chiuso una bella esperienza professionale durata oltre 20 anni.
Iniziata partendo da giovane Venditore (sempre con la V maiuscola) e arrivata a business manager, il cosiddetto direttore commerciale. Vent’anni spalla a spalla con i fondatori dell’azienda contribuendo a far crescere di anno in anno un’azienda che da piccola impresa locale oggi è un importante player nazionale, apprezzato e riconosciuto anche per la correttezza con i suoi Clienti.

Forse nessuno si aspettava questa mia decisione, tanto è vero che la quasi totalità delle persone sono rimaste a bocca aperta. D’altronde a ogni evento aziendale, riunione commerciale, convention, corso di formazione e annual meeting, io ero in prima linea a rappresentare il pensiero dell’azienda.
Ogni lettera di ringraziamento ai nuovi Clienti e ogni comunicazione a quelli attivi,  portava la mia firma con la mia foto.
Insomma, molto probabilmente avevo raggiunto ed ero in una posizione dove la maggior parte delle persone vi sarebbe rimasta ben salda.

E allora? Perché ho preso questa decisione così importante e difficile?

Al di là delle mie motivazioni personali, che restano ovviamente solo mie, il fatto che sia giunto a compiere questo passo sta nella comprensione delle due parole che compongono il titolo di questo post.

Paura e Coraggio.

A questi due “amici-nemici” che ognuno di noi ha nella Vita, ho dedicato un capitolo del mio libro, e coerentemente con quanto ho scritto non potevo proseguire il mio percorso di Vita lasciandomi bloccare dalle paure “disutili”. Sì, perché ci sono due tipi di paure, quelle utili e quelle disutili.

La paura utile è quella che ci aiuta a non compiere cavolate, che ci preserva dal farci del male. Ad esempio, la paura di bruciarsi prendendo una pentola sul fuoco ci spinge a usare i guanti, oppure la paura di essere travolti attraversando una strada ci induce a fermarci e guardare a destra e a sinistra prima di procedere. Insomma le paure utili sono quelle che ci aiutano a sopravvivere.
Poi c’è la paura disutile, quella dannosa al nostro sviluppo quella che ci rallenta o addirittura ci blocca nel prendere decisioni, compiere azioni e intraprendere cambiamenti che sarebbero indispensabili per la nostra crescita personale e professionale; sono quelle paure che boicottano i nostri desideri, i nostri sogni e i nostri obiettivi.

Ma se esiste la paura, può, anzi deve, esistere anche il coraggio.
La paura senza il coraggio esiste, ma il coraggio senza la paura non può esistere.
Coraggio significa agire nonostante le nostre paure.

Spesso crediamo che le persone coraggiose siano quelle che non hanno paura. Niente di più sbagliato! Queste persone hanno paura, anche molta, ma l’agire, il fare e compiere certe azioni gli ha permesso di convivere con essa, di affrontarla e sconfiggerla, diventando così automaticamente persone coraggiose.

Quindi, sì ho avuta tanta paura, ma ho avuto il coraggio di prendere una decisione importante per la mia Vita e quella dei miei figli.
E adesso, di fronte alla paura di non avere più una posizione sicura, di ripartire, di non avere più alcune certezze, trovo il coraggio di agire, fare, ricostruire qualcosa.
Come andrà? Non lo so!
Se conoscessimo già l’esito delle nostre decisioni, non proveremmo paura e non ci sarebbe bisogno del coraggio. Verrebbe a mancare anche un po’ il sale della Vita.

L’unico modo per ridurre e risolvere una paura è dunque rispettarla (se abbiamo paura, ci sarà sicuramente un perché che non va sottovalutato), capire da dove proviene e poi affrontarla guardandola dritta in faccia con l’azione: è l’unico modo per trasformare la paura in coraggio.
Martin Luter King disse: «Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno». Ogni volta che la paura si presenterà (e lo farà), mandiamo il coraggio ad accoglierla, vedremo che lei svanirà e noi proseguiremo il cammino verso i nostri obiettivi.

Buona consapevolezza!

10 Replies to “La paura e il coraggio”

  1. E’ Vero, lo confermo … nessuno se lo sarebbe mai aspettato.

    Ti faccio qui il mio augurio di fare altrettanto bene le cose che farai nei prossimi 20 anni, così come le hai fatte negli scorsi 20

    Ad maiora

    Gennaro

  2. Ti conosco da 18 anni 1 mese e 7 giorni, tu eri gia in Welcome.
    Ho preso tirate di orecchio per averti trattato male, tutto mi sarei aspettato meno che questo addio.
    Buona fortuna Piero e in qualsiasi modo posso esserti di aiuto io ci sarò, e sai come trovarmi.
    Maurizio

  3. Caro Piero, per quel poco che abbiamo potuto condividere ho capito che sei una persona speciale per la quale provo una grande stima. Non ho dubbi che raggiungerai grandi traguardi anche in questa nuova avventura. Un abbraccio, Mario

  4. Caro Piero,
    Quanta paura ho avuto io, a quasi cinquant’anni, a lasciare la mia vecchia attività che mi aveva oltremodo logorato e lanciarmi in Welcome. Grazie a te che, evidentemente hai creduto nelle mie qualità e nel mio coraggio di rimettermi in gioco, studiare formarmi ed intraprendere con metodo, disciplina e tanta tanta passione la nuova via. Essere in Welcome e non poter chiedere ” dov’è Piero?” mi fa di un strano pazzesco. Grazie di cuore . Poi non è detto che a 53 e pass anni non possa avere di nuovo paura e ritrovare nuovo coraggio!!
    Marco

    1. Anche a me fa strano non chiamare Marco…. Restiamo in contatto. Grazie e un abbraccio!

  5. Ciao Piero,
    Ci conosciamo dal 1999, anzi da qualche anno visto che avevo rapporti commerciali con la Telcen , e tu eri il Venditore .

    Sei una persona in gamba , quindi andrà tutto bene.

    Mi sento di dirti di cuore ….. Arrivederci e il resto è Vita

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