La “rimandite” impedisce al micro imprenditore di crescere e lui non lo sa

Se sei un micro imprenditore so già cosa stai pensando:
“ma che cavolo dici Piero? Come fai a dire che soffriamo di rimandite? Proprio noi che lavoriamo come dei matti, non abbiamo orari e non stiamo mai fermi? Vallo a dire semmai a qualche dipendente che non ha nemmeno tutte le responsabilità e urgenze che abbiamo noi che invece lavoriamo in proprio e sulla nostra pelle.”

Ok, non voglio farti arrabbiare e tantomeno giudicare, ma ti prego continua a leggere.

E’ vero, il micro imprenditore e in genere chi lavora in proprio, come te, è una persona laboriosa, non traccheggia, si fa un bel culo e non riesce quasi mai a staccare, nemmeno nei giorni festivi.
Lavori tanto perchè nel migliore dei casi ti piace farlo, ma anche perché troppo spesso il fatturato e la sopravvivenza della tua attività sono strettamente collegate alla tua quantità di lavoro. Inoltre ogni mese devi pagare i tuoi dipendente e infine, si sa, fare impresa in Italia oggi è diventato quasi un gesto eroico, considerato l’alto livello di tassazione e tutti gli ostacoli di una burocrazia asfissiante.

Ti stimo fratello!

Non ho dunque nessuna intenzione di erigermi su un piedistallo e giudicarti, anzi da sempre provo un profondo rispetto per chi come te ha avuto il coraggio di aprire una partita iva e poi di costruire negli anni una mini, piccola o grande organizzazione.
La mia prima p.iva l’ho aperta nel 1997 e anche quando ero top manager di un operatore di telecomunicazione nazionale mi sono sempre sentito uno di loro, tanto è vero che non ho mai impostato il mio lavoro con la mentalità del dipendente, ma sempre come quella del titolare dell’azienda. A maggior ragione oggi che ho la mia società.

Forse è proprio per questo motivo che non riesco a far finta di niente e stare zitto. Sono fin troppo consapevole che dietro ogni partita iva ci sono persone con le proprie storie, famiglie, emozioni, paure, gioie, speranze. Insomma dietro ogni attività c’è un passato, un presente e soprattutto un futuro.
Nella mia carriera ho incontrato migliaia di micro imprenditori e di lavoratori autonomi, ancora oggi ogni mese ne incontro qualche decina, e osservo che il problema della “rimandite” è purtroppo attuale e diffuso e molto probabilmente colpisce anche te.

Cosa è la “rimandite” per chi ha un’attività.

La “rimandite”, o detto in un italiano più corretto, il “procrastinare” è un comportamento personale che induce, quasi sempre consapevolmente, a ritardare e rimandare continuamente una decisione o un’attività importante per continuare a svolgere attività meno rilevanti o urgenti che fanno ottenere benefici nell’immediato o nel breve termine.
Il procrastinatore agisce così nonostante sappia che questo suo comportamento lo porterà ad andare incontro a prevedibili conseguenze future negative, inoltre confida (illudendosi) che il suo rimandare sia solo temporaneo e che nell’immediato futuro sarà in grado di trovare il tempo da dedicare alle attività e questioni importanti. Cosa che invece non accade, o almeno fino a quando l’attività importante non diventa urgente e il non farla comporterebbe un dolore o conseguenze negative nell’immediato.
Ti ci rivedi un po’?

Perché la “rimandite” è un problema per il micro imprenditore?

La risposta la si può intuire osservando le caratteristiche del micro e piccolo imprenditore.
La stragrande maggioranza dei micro imprenditori è sempre legata alle vecchie consuetudini e abitudini di lavoro, che fino a qualche anno fa forse potevano anche funzionare, ma oggi sono totalmente controproducenti. Prima il fatto di essere estremamente impegnato e operativo, sempre sul pezzo, era sinonimo di tanto lavoro e anche di buoni guadagni.
Oggi a parità di quantità di lavoro o anche superiore, i guadagni e i margini si sono ridotti con in aggiunta le difficoltà a volte anche nel riscuotere i propri soldi.

Nel micro imprenditore si concentrano praticamente tutte le funzioni aziendali: da quella commerciale (che spesso vuol dire fare preventivi e non necessariamente saper vendere) a quella tecnica, da quella amministrativa a quella dei rapporti con i fornitori e clienti, ecc..
Insomma il modello one man company, sempre più difficile da sostenere e con spesso ripercussioni anche sulla qualità della vita privata.
Lavora molto per l’immediato e per il breve termine e poco o quasi per nulla per il medio o lungo termine. Il micro imprenditore è troppo impegnato nel quotidiano e rimanda costantemente una delle principali attività di chi fa impresa: pianificare e programmare.

La “rimandite” può incidere sulla crescita dell’imprenditore e della sua attività?

Assolutamente sì e in particolare incide il fatto di rimandare costantemente un check del proprio business, riflettere, immaginare e progettare nuove strategie di posizionamento e commerciali. In sostanza rimandare l’attività di pianificazione e programmazione del futuro della tua attività e la prima causa della mancata crescita.
Chi soffre di rimandite si sente incastrato in un ingranaggio che crede non poter rompere, come una sorta di blocco psicologico.
La reazione spesso sbagliata è quella, grazie anche alla tipica caparbietà di chi lavora in proprio, di perseverare con le vecchie consuetudini e continuare a lavorare sempre di più, cercando anche di superare i propri limiti. Eppure sente e sa che dovrebbe fare qualcosa di diverso.
Almeno 9 micro imprenditori su 10 si trovano in questa situazione.
Tu come sei messo?

Quali possono essere le cause della “rimandite”?

Spesso dietro il comportamento del “rimandare costantemente” c’è la paura di decidere e di scegliere.
Che si tratti di riorganizzare l’azienda, di cambiare strategia (soprattutto di averne una), di cercare nuovi collaboratori, o avviare comunque attività importanti, quando si è spaventati si trovano sempre delle buone scuse per rimandare ciò che si vorrebbe o si dovrebbe fare.
D’altra parte si ha “paura” di ciò che non si conosce e delle conseguenze ignote che si potrebbero incontrare.
Se non hai mai fatto un piano strategico è normale avere paura di non riuscirci. Se non hai mai pensato ad una strategia commerciale, è ovvio che tu abbia paura a introdurla, ma che dico, solo a pensarla.
La paura dell’insuccesso, del non essere all’altezza e di non riuscire sono una delle paure più forti, spesso legata a doppio filo con la paura del giudizio degli altri.
Questo è uno dei primi freni al cambiamento per ognuno di noi, compresi quindi anche i micro imprenditori.

Oltre alla paura di fallire, si può “soffrire di rimandite” anche per altre cause, come ad esempio:

  • paura di riuscire. Può sembrare un paradosso, ma anche il successo può spaventare. Può impaurire il non saperlo gestire o addirittura pensare di non meritarselo. In questo caso tu che sei un micro imprenditore ti meriti tutto il successo possibile, visto che tra l’altro rappresenti il 95% delle imprese italiane, la struttura portante del sistema economico italiano (qualcuno dovrebbe dirlo anche ai politici).
  • la ricerca della perfezione. Qualcuno è così maniacale che non si mette in moto finché non crede di aver raggiunto la perfezione. Peccato però che qualcuno dovrebbe dirgli che la perfezione non esiste ed è meglio fare qualcosa che stare fermi.
    Voltaire disse: “la perfezione è il nemico del bene”. Non cercare la perfezione, fai.
  • un disinteresse, derivante a volte da uno scoramento. Non è escluso che le difficoltà quotidiane ti mettano a dura prova fino a scoraggiarti nel prendere nuove inziative. Riscopri il perchè a suo tempo hai deciso di avviare un’attività, per quali motivi e quali sogni avevi. Li puoi riaccendere e ripartire.

Un’ultima causa della rimandite potrebbe essere la pigrizia, ma questa non si addice ai micro imprenditori, semmai ai fannulloni.

Come si cura la “rimandite”? 5 step da compiere

Mi dispiace, forse non ti piacerà quello che stai per leggere, ma la rimandite la puoi risolvere soltanto tu e non ci sono pillole o pozioni magiche che ti possono aiutare.
La cura è una sola e passa attraverso una serie di step non facili, ma semplici se impari a come farli.

Step 1: prendi CONSAPEVOLEZZA che sei affetto da rimandite e accettalo. Questo lo puoi fare soltanto iniziando a lavorare su te stesso e iniziare a cambiare il tuo atteggiamento mentale (mindset)

Step 2: ritrova il TUO PERCHE’. Come ho già scritto, riscopri il perchè a suo tempo hai deciso di avviare un’attività, per quali motivi e quali sogni avevi. Li puoi riaccendere e ripartire. Innamorati di nuovo della tua attività!

Step 3: IMPARA A DECIDERE sulle questioni importanti. Sappi che ogni decisione comporta almeno una rinuncia, quindi dovrai imparare soprattutto a RINUNCIARE a qualcosa. Ad esempio rinunciare a dover essere sempre operativo, per tutte le ore lavorative del giorno. Non puoi più continuare così, devi introdurre del tempo strategico alla tua attività.

Step 4: impara a UTILIZZARE MEGLIO IL TEMPO. A differenza di molti, sono convinto che il tempo non si gestisca, ma si utilizzi. Quindi impara a utilizzarlo al meglio, anche per avere il tempo necessario a pensare al tuo futuro, a quello della tua azienda, dei tuoi collaboratori e dei tuoi Clienti.
Mettiti in agenda un appuntamento ricorrente, come se fosse col tuo Cliente più importante, per iniziare a sviluppare il tuo pensiero strategico.

Step 5: FARE FARE FARE! Tutto poi si riduce al fare quello che stai rimandando da troppo tempo e non preoccuparti oltre modo dei primi risultati che otterrai. AGISCI, NON RIMANDARE PIU’. Inzia a pensare a dove vuoi portare la tua attività nei prossimi mesi e anni, e come vuoi portarcela.
Perchè i tuoi Clienti dovrebbero continuare a sceglierti e perché i nuovi dovrebbero arrivare da te?

Se non sai da dove partire, chiedi aiuto a qualcuno che sa come si fa e che l’ha fatto davvero.

Scopri VIVENDITA ICT, il primo percorso formativo e di supporto dedicato ai micro imprenditori che operano nell’ICT (ma non solo) che vogliono riaccendere i motori delle loro attività.

Formazione SEMPLICE, ESSENZIALE e PRATICA

Perché i micro imprenditori sono persone pratiche, concrete che vogliono andare subito alla sostanza senza tanti giri di parole.
Perché il loro tempo è poco e sono sempre operativi (e questo è un aspetto da migliorare).
Perché per fare il salto di qualità è necessario tornare, anzi andare alle basi dell’imprenditoria, alle fondamenta (essenziali appunto) del fare impresa e crescere in modo semplice e pratico.

Ti aspetto, abbiamo un grande lavoro da fare

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