Smart Working, una manna dal cielo per chi lavora ma…

Pochi giorno fa ho letto questo articolo sullo smart working molto interessante.

Su questo argomento ho le idee chiare grazie anche a una vasta esperienza personale.
Ho iniziato ad utilizzare lo smart working a fine 2013 quando ero direttore vendite e ricordo ancora l’emozione che ho provato nel riuscire ad andare a prendere per la prima volta il mio secondo figlio a scuola. Fino ad allora uscivo di casa alle 7,30/8,00 e rientravo alle 20/20,30 e con la prima figlia non ci ero mai riuscito.

Lo smart working, cioè il lavoro agile, consente a una persona di poter lavorare senza stretti vincoli orari e spaziali e propone autonomia nelle modalità di lavoro a fronte del raggiungimento dei risultati.

Per adottare lo smart working un’azienda deve essere pronta

Perché ci siano le condizioni giuste per adottare lo smart working, un’azienda deve necessariamente introdurre un profondo cambiamento culturale oltre a un’evoluzione dei modelli organizzativi. Ad esempio diventa fondamentale il senso di responsabilità e la capacità di lavorare per obiettivi del lavoratore attraverso processi aziendali ben strutturati che consentano di misurare l’andamento dell’attività.
Infine, ma non per ultimo, l’azienda deve anche avere un minimo di struttura ICT e introdurre l’utilizzo delle tecnologie che consentono l’accesso alla rete aziendale in modalità sicura e garantita (VPN, desktop remoto, ecc.).

Lo smart working dunque consente di poter lavorare anche senza vincoli spaziali sia all’interno della sede stessa dell’azienda, cioè non avere necessariamente una postazione fissa in una stanza, ma consente anche di lavorare da casa o da altri luoghi che non siano la sede aziendale, come ho fatto io per tanti anni e che ancora sto facendo.

Lavorare da casa, vantaggi e errori da non commettere

Lavorare da casa comporta per il lavoratore dei vantaggi indiscutibili dal punto di vista logistico (minori spostamenti, meno stress da traffico, meno pericoli, meno inquinamento, ecc.), economico (minori costi dovuti a pause pranzo, usura auto, biglietti mezzi pubblici, consumo carburanti, ecc.) e soprattutto comporta un miglioramento di quella che si chiama “work-life balance”, l’equilibrio tra la vita privata e lavorativa.

Ma come in tutte le medaglie, c’è sempre l’altra faccia. Per questo è fondamentale applicare alcune semplici regole per non incorrere in risultati diametralmente opposti a quanto atteso e sperato.

Alcuni accorgimenti utili per uno smart working efficace

  1. Individuare il luogo giusto.
    A casa è necessario creare comunque una postazione di lavoro che consenta di mantenere la concentrazione e non essere continuamente distratti. Ne va della propria produttività. Quindi niente ambienti condivisi, come sala pranzo o stanze di passaggio. Serve un proprio spazio adeguatamente riservato e attrezzato.
  2. Sviluppare la disciplina.
    L’ambiente familiare, per sua natura, porta a distrarsi (il postino che suona, i cani, i gatti, i figli, la tv, la radio, ecc.), ancor più se si pensa che non abbiamo nessuno che ci controlla. Quindi diventa importante avere la capacità di autocontrollo, di sapersi imporre il giusto ritmo lavorativo e, soprattutto, lavorare per obiettivi e risultati.
  3. Non incorrere nel pericolo dell’overwork.
    Attenzione a non farsi prendere la mano. Lavorare senza orari imposti è senz’altro un vantaggio perché si gode di una grande flessibilità, ma bisogna stare attenti a non eccedere. Su questo argomento, qualche anno fa ho vissuto sulla mia pelle i frutti di una mia scarsa capacità di dire stop al lavoro oltre certi limiti. Molto probabilmente ha contribuito il fatto che ricoprivo un ruolo di massimo rilievo all’interno di un’azienda, ma mi sono trovato a lavorare, fare conference call anche a mezzanotte del 24 dicembre, oppure a non riuscire mai a straccare nemmeno quando mi trovavo a migliaia di chilometri dall’Italia. Nel 2015 addirittura sono riuscito a lavorare quasi tutti i dopocena e i weekend. Veramente troppo.
    Ci sono senza dubbio momenti in cui è necessario lavorare di più, ma è vitale sapersi comunque regolare (a prescindere dal ruolo) altrimenti il work-life balance va a farsi friggere. Per cui una buona regola per chi lavora da casa è quella di darsi comunque degli orari e, se si è bravi, concedersi semmai qualche ora libera in più. Credimi!
  4. Non perdere il contatto con l’azienda e i colleghi.
    Pur lavorando da casa resta essenziale mantenere un contatto costante (e non solo telefonico o via mail) con gli altri colleghi che si trovano in altre sedi. Il contatto umano, le riunioni, le pause pranzo e le relazioni con i colleghi fatte anche sguardi che si incrociano sono elementi vitali per instaurare e coltivare lo spirito di appartenenza e di squadra di cui ogni azienda necessita come l’aria che si respira.

Insomma, come in tutte le attività anche con lo smart working è necessario avere equilibrio e consapevolezza.
Comunque evviva lo smart working!
Un grande passo in avanti per migliorare la condizione chi lavora e di chi gli sta a fianco.


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