pexels-photo-269077.jpeg

Cosa ti ha spinto ad aprire la tua azienda? Il desiderio di darti un lavoro o quello di creare qualcosa di importante?

Partiamo da un presupposto: se è vendibile allora ha valore!

Questo significa che qualsiasi cosa, un servizio, un prodotto, un’azienda è vendibile solo se ha un Valore, se è UTILE a qualcosa o a qualcuno.

La stragrande maggior parte delle micro e piccole aziende ICT in Italia nasce da un tecnico dipendente che, per diverse ragioni, lascia l’azienda dove ha lavorato per aprirne una in proprio.

Mi potresti dire “è normale che sia così” perché per imparare è necessario fare esperienza in qualche azienda prima di poter spiccare il volo da soli. E posso essere anche d’accordo.

Le ragioni per cui si passa da dipendente a un’attività in proprio

Le ragioni per cui chi lascia il posto di lavoro per aprire una propria azienda possono essere diverse, per comodità le sintetizzo in questi pochi punti:

  • non sta più bene in quell’azienda. L’ambiente lavorativo non è più a lui consono, nel tempo i rapporti col titolare o con qualche nuovo arrivo si sono deteriorati
  • l’azienda va male o almeno così sembra. Il titolare magari viaggia con la Porsche ma gli stipendi sono pagati sempre in ritardo, poca o zero attenzione per i dipendenti e le prospettive non sono affatto rosee.
  • si sente frenato. Vorrebbe avere più autonomia e più spazio, crede che come segue i Clienti lui non sia in grado di farlo nessun altro, ma non si sente valorizzato.
  • ha idee e progetti. Sente un forte desiderio di volere qualcosa di più per se stesso (sfide, stile di vita, soldi, fama, riconoscenza, ecc.), per la sua famiglia e crede di poter costruire qualcosa di utile e gli piacerebbe anche restituire qualcosa alla sua comunità
  • un mix di questi punti.

Dunque a questa persona si prospettano le seguenti possibilità:

  1. aprire una propria attività (mi metto in proprio), magari confidando di portarsi dietro qualche Cliente affezionato che potrebbe garantire fin da subito un po’ di lavoro e un compenso mensile.
  2. trovare un collega/amico e fare una società al 50% per dividersi i costi e i rischi.
  3. progettare e creare la propria azienda con una visione e con l’intento di sviluppare un’organizzazione per raggiungere obiettivi chiari.

Nel primo caso, la nostra persona ha dentro di sé l’idea di pretendere di più da se stesso e sa di avere le capacità per fare un’attività in proprio. Apre la sua partita IVA allettato dall’idea di non avere più un capo e orari di lavoro prestabiliti. Si prende la responsabilità per se stesso, ma poca fiducia negli altri perché la sua esperienza gli dice che meglio di lui le cose non le fa nessuno e poi, si sa, “chi fa da sé fa per tre”.

Poi, purtroppo, dopo qualche anno scopre che tante speranze erano solo illusioni.
Lavora molto più di prima, si deve occupare anche di cose che da dipendente nemmeno sapeva che esistessero e, in fondo alla settimana altro che orari flessibili, minimo sono 10 ore al giorno.
Inoltre, il capo ce l’ha eccome e forse sono anche più di uno: i Clienti, il direttore di banca, la moglie, ecc.

Anche per chi ha scelto di mettersi in società non cambia molto.
All’inizio essere in due o più con quote societarie identiche poteva sembrare una cosa entusiasmante e divertente, ma col passare del tempo ognuno tende a fare il suo e troppo spesso prendere decisioni sul futuro dell’azienda diventa sempre più difficile. Per darsi un minimo di organizzazione, il socio con più parlantina si occupa del commerciale, mentre l’altro fa solo il tecnico.

Di fatto, in entrambi i casi queste persone hanno aperto un’attività per “darsi un lavoro” e così le speranze di libertà, indipendenza e chissà cos’altro svaniscono. In realtà le speranze si sono scontrate con la realtà già dai primi mesi di attività. Giornate sempre operative passate a fare interventi tecnici presso i Clienti, ogni tanto qualche nuovo Cliente che arriva grazie al passaparola casuale, corsi tecnici per non restare indietro e via così gli anni passano. Il titolare, o i soci, invecchiano e anche quei piccoli sogni di tanti anni prima si sono ormai spenti.

Insomma, come disse Benjamin Franklin “chi vive sperando muore digiuno“, che tradotto nel proverbio veneto, perdona la schiettezza: chi visse sperando morì cacando”.

Aprire una partita IVA non costa nulla, il “prezzo” da pagare per diventare veri Imprenditori viene dopo.

Ahimè, questo proverbio veneto rispecchia la realtà imprenditoriale di molti titolari di micro imprese ICT italiane. 

Per carità, non è detto che chiunque si metta in proprio debba o voglia necessariamente creare un’azienda strutturata che produca ricavi, margini e reddito. Ma io so che chi compie il passo di aprire un’attività in proprio ha per forza in sé la fiammella dell’imprenditoria.
Quindi credo (ma potrei sbagliarmi) che più o meno a tutti i micro imprenditori sarebbe piaciuto sviluppare l’azienda e crescere, anziché lottare ogni giorno per tirare avanti la baracca.

Purtroppo, sopraffatti dalla quotidianità, si sono dimenticati dei sogni, delle aspettative e non hanno potuto coltivare la loro visione. Aspetto assolutamente necessario, invece, per chi vuole fare la differenza per se stesso e per la sua famiglia, per i propri dipendenti e rispettive famiglie, per i propri Clienti, per la comunità.

Al tempo stesso, non è nemmeno detto che chiunque abbia creato un’azienda abbia avuto fin dall’inizio una visione chiara di come vorrebbe che fosse stato di lì a breve, tanto meno se si parla di lungo termine.

Cosa intendo dire?

La speranza di aprire un’attività in proprio per non essere più dipendente da qualcuno, come detto, oltre ad essere una pura illusione, non basta per creare una realtà aziendale sana sia a livello economico che a livello di ambiente lavorativo. 

Un imprenditore con questo approccio limitato, passato l’entusiasmo iniziale, se gli è andata bene è grazie soprattutto alle potenzialità del settore ICT, è riuscito a crearsi la sua piccola realtà che gli permette di guadagnare quanto basta per fare pari con le spese e magari per mettersi in tasca qualcosa in fondo all’anno. Ma sicuramente ogni piccola scossa, che sia una crisi del mercato, l’arrivo di un competitor, la perdita di un Cliente importante o la perdita di un bravo dipendente (che magari si mette in proprio), gli provocherà lunghe notti insonne e una vita di stress e insoddisfazione. Purtroppo difficoltà che, non per “gufarla”, sono inevitabili e continueranno a presentarsi.

Senza pensare, quando i capelli bianchi avranno preso il sopravvento, come si risponderà alla domanda:
e dopo di me, cosa accadrà alla mia creatura (l’azienda)?

Non fartene una colpa, sei già stato bravo ad “arrangiarti” imprenditore.

Lo ripeto continuamente: i micro e piccoli imprenditori sono un avamposto della cultura e della libertà del nostra bella nazione. E in particolare coloro che operano nell’ICT, come System Integrator, MSP, ISP, piccoli operatori di telecomunicazioni, ricoprono un ruolo strategico per lo sviluppo di tutte le altre imprese.

E’ necessario agevolare, ovviamente solo per chi lo desidera, la crescita imprenditoriale per iniziare a progettare e creare la propria azienda con una visione e con l’intento di sviluppare un’organizzazione per raggiungere obiettivi chiari e forti.

Per compiere questo passo è necessario uscire dall’urgenza di darsi uno stipendio e trovare, o ritrovare, la risposta corretta alla domanda iniziale di questo articolo: perché hai creato la tua azienda?

Se non hai chiaro il perché hai deciso di procedere con questa strada, di dove vorrai essere fra 5-10 anni, continuerai a fregarti da solo continuando a “mangiare l’uovo in culo alla gallina”, come si dice in Toscana, con la speranza che un giorno qualcosa per magia cambi.

Pensaci bene! Come potrai ottenere risultati diversi se continuerai a operare nello stesso modo di sempre? Come sarà possibile cambiare passo se continuerai a mantenere quello attuale?

Il futuro è già scritto: ti ritroverai a lavorare, se possibile, ancora più di prima, sentendo ogni giorno sempre più il peso di avere tutto sulle tue spalle.

Non importa se hai avviato l’azienda uno, cinque, dieci o quindici anno fa. Quello che conta sta nella tua testa!

Se senti il desiderio e il bisogno di cambiare impostazione, i passi da compiere non sono impossibili.

La storia dell’imprenditoria insegna che si può creare in qualunque momento un’azienda di valore che abbia obiettivi chiari e raggiungibili nel tempo.

Cosa vuol dire creare un’azienda di Valore?

Questo concetto che sto per illustrarti, non è ancora radicato nella cultura imprenditoriale italiana quanto invece lo è nella cultura anglosassone.

Ad esempio in Inghilterra, creare un’azienda di valore vuol dire renderla Vendibile.
Questo non vuol dire che devi per forza creare un’attività e poi venderla in futuro, ma se imposti la tua azienda come se un giorno tu volessi venderla, allora stai costruendo qualcosa che ha e avrà un Valore.

Il fatto è che per venderla ci devono essere dei compratori, cioè delle persone interessate ad investire nella tua attività perché la vedono come un sistema funzionante, efficiente e che genera liquidità da poter reinvestire nell’azienda stessa per continuare a svilupparla e renderla sempre più fruttuosa.

Costruire un’azienda di Valore e Vendibile.

Questo dovrebbe essere l’unico vero obiettivo di un Imprenditore.

Ovviamente il Valore della tua azienda deve essere percepito, per essere avvertita come Vendibile, primi fra tutti da coloro che costituiscono gli ingranaggi fondamentali della tua azienda come i tuoi collaboratori e i tuoi Clienti e, infine, da possibili investitori o acquirenti.

Come capirai, per muoversi in questa direzione, diventa indispensabile avere una Visione e un “perché chiaro e condiviso con tutti i componenti della tua squadra.

Ecco alcuni vantaggi concreti che derivano dalla condivisione dei valori di un’azienda, che rendono un’azienda Vendibile?

1. Attrarre nuovi talenti

Oggi più che mai è difficile trovare le persone giuste e molto spesso un’azienda quando ha la necessità di nuove persone per ricoprire ruoli aziendali, è costretta ad accontentarsi di chi si presenta ai colloqui.

Le persone fanno la differenza. Perciò non riuscire ad attrarre quelle giuste non comporta solo una mancata opportunità, ma un vero e proprio svantaggio competitivo che, minimo, può causare rallentamenti allo sviluppo dell’azienda.

Se invece l’azienda condivide ed emana chiaramente i suoi Valori ed è in grado di far percepire il suo progetto, allora è molto più probabile che le persone giuste si avvicinino alla tua realtà e bussino alla porta per lavorare con te e per l’azienda, perché desiderose di fare parte di un’impresa che ha una chiara visione del futuro.

2. Miglioramento dell’immagine dell’azienda

L’identità è un pilastro per la reputazione e l’immagine dell’azienda. La Visione, il perché e i Valori ti serviranno a scegliere come vuoi posizionare la tua azienda sul mercato e a chi vuoi rivolgerti. 

3. Crescita condivisa

Quando un obiettivo è in linea con i Valori aziendali e tutte le persone si impegnano per il suo raggiungimento, i flussi di lavoro sono sicuramente migliori.

Quando i collaboratori sono consapevoli dello scopo del proprio ruolo e ne percepiscono il Valore, il loro coinvolgimento aumenta e si creano le condizioni per la dimostrazione massima del potenziale. Citando Henry Ford: “Le due cose più importanti non compaiono nel bilancio di un’impresa: la sua reputazione e i suoi uomini”; non compaiono, ma sono loro che hanno contribuito a crearlo potrei aggiungere.

Questa stabilità orienta l’intera organizzazione a una crescita costante e a un miglioramento continuo. 

4. La fidelizzazione del Cliente

Una volta individuati i Clienti ideali, ovvero coloro che ti scelgono non perché la tua azienda propone dei servizi ad un prezzo a ribasso rispetto alla concorrenza, ma perché si rispecchiano nei tuoi valori, otterrai la loro fiducia.

Avere la loro fiducia si traduce in maggiori ricavi con i giusti margini. Inoltre, questo approccio farà anche da scudo nel caso in cui i tuoi concorrenti si presentassero dai tuoi Clienti anche con un prezzo ridotti.

“Se qualcosa è realmente importante dovresti comunque provarci, anche se le probabilità di fallire sono molto alte”. (Elon Musk)

Creare un’azienda da zero o cambiare/introdurre un nuovo modello di sviluppo comporta numerose preoccupazioni e cose da fare, ma l’importante è avere chiaro il motivo per cui hai pensato di intraprendere questa strada:

  • darti un lavoro
  • oppure creare un’azienda che possa dare a te, ai tuoi Collaboratori e ai tuoi Clienti un futuro migliore

Se il tuo motivo è stato il primo e lo resta, quindi per riuscire a sbarcare il lunario, senza avere nessuna ambizione, mi spiace ma non posso aiutarti.

Se invece hai deciso di intraprendere la seconda strada, anche se hai iniziato con la prima, ti faccio i miei complimenti e possiamo darti sicuramente una mano a mettere le basi per la costruzione di un’azienda di Valore e raggiungere i tuoi obiettivi. 

Abbiamo sviluppato un sistema che ha già permesso a molti imprenditori ICT di intraprendere la strada dello sviluppo aziendale nell’ottica di renderla vendibile: è il Percorso ViVendita ICT, il primo percorso di formazione e supporto dedicato agli imprenditori ICT.

No responses yet

Rispondi

Privacy Policy